venerdì 18 novembre 2011

La Macchina del Tempo: Novembre 2001




La prima notizia, di sicuro la più importante, è che La Macchina del Tempo, dopo circa tre anni di attività unicamente testuale, diventa anche video. E' stato un lavoro massacrante ma alla fine ce l'ho fatta.

Bene, la seconda notizia, assai meno rilevante, è che questo mese ci sono i debutti occidentali di Xbox e Gamecube, mica cotiche! Di conseguenza la console war si infiamma con tutto il nostro godimento.


Siccome ci piace andare in controtendenza, però, partiamo dai PC. Sembra che sia il mese degli strategici: Stronghold della Firefly Studios riesce a far breccia nel cuore degli utenti Windows nonostante la sua grafica bidimensionale non proprio avveniristica, ma è davvero valido nella sua doppia fase gestionale e bellica; Myth 3 è certamente più alla moda ed è il primo, e ultimo, episodio della saga orfano del team Bungie, ma i Mumbojumbo lavorano bene ed offrono un buon titolo, solo un po' buggato; spettacolare, ed è raro per un RTS, è Battle Realms della Liquid Entertainment che ci porta in un Giappone profondamente fantasy in cui le unità combattono con un certo gusto, peccato per la difficoltà killer; ci prova persino Guerre Stellari con Star Wars: Galactic Battlegrounds che prende in prestito l'engine di Age of Empires per sfruttarlo in una sorta di total conversion che non riesce proprio a nascondere la parentela stretta; chi cerca un'esperienza più hardcore va invece a nozze con Europa Universalis II, che all'estetica concede poco o nulla ma che vanta una profondità affascinante; anche le astronavi possono calzare bene alla categoria RTS come dimostrato da Star Trek: Armada II che ci chiede di vestire i panni del pelatissimo capitano Picard per esplorare l'universo ed ottenere la giusta sfilza di vittorie militari.
Su PC, però, c'è assoluto bisogno di sparare almeno un po': in questo senso torna molto utile la presenza di Alien vs Predator 2 della Monolith, terrificante come il predecessore ma dotato di un mission design molto più godibile e una longevità pazzesca, per non parlare della varietà derivante dai tre protagonisti; partendo dal film “Quella Sporca Dozzina”, la nFusion mette a punto Deadly Dozen, FPS tattico che, in realtà, di buono mantiene soprattutto l'ispirazione; enormemente superiore è Ghost Recon, ennesimo prodigio di Tom Clancy che regala alla Ubisoft l'ennesima sceneggiatura suggestiva a sfondo politico, ma oltre alla trama c'è un gioco in cui il lavoro di squadra funziona alla maniera giusta; Codename: Outbreak è uno sparatutto che arriva dalla fredda Ucraina e offre un'ambientazione desolante in cui tutto lo scenario di gioco è contaminato da una sorta di virus alieno, per un titolo non trascendentale ma con l'atmosfera giusta; From Dusk 'till Dawn prende spunto dall'omonimo film (in italiano Dal Tramonto all'Alba) e ci costringe a sterminare un'orda infinita di vampiri in salsa tarantiniana, ma il publisher Cryo è in crisi a partire dalle idee; fa una figura molto migliore Return to Castle Wolfenstein, redivivo dopo un decennio di silenzio che riparte dallo splendore della grafica dell'id Tech e dalla competenze dei designer Gray Matter che offrono un multiplayer di lusso.
Non mancano anche Wizardry VIII e Tennis Master Series: il primo è l'ultimo episodio del filone principale della nota saga di RPG, un po' troppo lontana dagli standard della moda, mentre il secondo è una decente simulazione dello sport, ben lontana però dai fasti dei migliori. Tra gli sportivi c'è anche FIFA 2002, ma sappiamo che non era una golden age per questa serie sportiva.

Tra le console sparisce completamente il Nintendo 64, mentre la Dreamcast propone solo la conversione di Fatal Fury: Mark of the Wolves, fatta sicuramente bene ma il gioco è vecchio di un paio d'anni.

La Playstation 2 cerca di rubare un po' di attenzione alle console debuttanti con una delle sue esclusive più prestigiose: arriva Metal Gear Solid 2 e fa parlare tantissimo di sé, soprattutto per alcune scelte di design di Hideo Kojima a metà tra il geniale e l'impopolare. Si rivede anche Crash Bandicoot che in The Wrath of Cortex è in pessima forma, ma non è un caso dato che alla base c'è un cambio di sviluppatore, con i Traveller's Tales che proprio non ce la fanno a restare nella scia dei Naughty Dog. Burnout della Acclaim è perfetto per sfogarsi e ci mette a bordo di auto superveloci che si lanciano in strada per fare possibilmente più danni possibile oltre che per vincere le corse. MX Rider è un racing game piuttosto arcade a bordo di moto da cross, poco stimolante almeno quanto Smuggler's Run 2, altro titolo corsaiolo di cui nessuno sentiva il bisogno.
Dark Summit cerca di placare la fame di snowboard game proponendo un simpatico gameplay a missioni, ma è evidente come non possa in alcuna maniera competere con SSX. Allo stesso genere appartiene Shaun Palmer's Pro Snowboarder, ma questo titolo della Dearsoft è sicuramente qualche gradino sotto agli altri. Piuttosto carino Vampire Night della Namco, una sorta di Time Crisis in versione draculesca da giocare con la pistola. C'è la conversione di Half-Life, ed anche se non si può paragonare alla versione originale è comunque l'occasione giusto per ripescare uno storico FPS. Il wrestling non manca mai e WWF Smackdown Bring It è un appuntamento quantomai scontato, coi suoi trenta lottatori e modalità ordinarie. Più interessante il tentativo della Electronic Arts di far fruttare l'acquisizione della licenza di 007 con Agent Under Fire, basato su una storia inedita e dotato di ottima grafica, peccato che poi il gioco non sia di prestigiosa fattura. La Playstation 2 dà il benvenuto al Team 17 che porta Stunt GP, racing game molto carino a base di automobili radiocomandate già visto su PC e Dreamcast. Significativa è l'uscita di Frequency, rhythm game della Harmonix davvero ben fatto che pone anche le basi per i futuri best-seller della compagnia. Baldur's Gate: Dark Alliance è l'eretica conversione ad action-RPG del popolare titolo della Bioware, ma il lavoro svolto dagli Snowblind Studios è meritevole ed il gioco molto godibile per quanto distante dall'originale. NFL 2K2 è un'ottima simulazione del football americano, mentre fanno una magra figura nelle rispettive discipline Jeremy McGrath Supercross World e Sunny Garcia Surfing.

Due gettoni di presenza per la prima Playstation: Dragon Warrior VII è la versione inglese del corrispondente Dragon Quest nipponico, JRPG dalla longevità folle ma dal reparto estetico anacronistico ed una sceneggiatura poco coinvolgente; Syphon Filter 3, invece, è uno stealth game decente ma non più molto a passo con i tempi, per quanto un appuntamento imperdibile per i fan di Gabe Logan.

La Microsoft entra di prepotenza nel mondo dei videogiochi con la Xbox, con una campagna promozionale faraonica. Diventa subito molto popolare Halo con Master Chief che per la prima volta ci catapulta su mappe dall'estensione gigantesca dando vita ad una serie di successo. Fuzion Frenzy è un party game davvero fuori di testo, ma a tratti piuttosto insulso, eppure col tempo si è guadagnato persino un seguito. Dead or Alive trova casa a Redmond in via definitiva con il terzo episodio, migliore nel modello di combattimento rispetto al passato e con le solite pupe che rendono onore ai chip grafici della console. Oddworld: Munch's Odyssee è un “furto” alla Sony, dato che prima questa saga era un'esclusiva Playstation, ma l'arrivo sulla Xbox porta una tridimensionalità che fa un po' rimpiangere il vecchio stile. C'è sempre spazio per gli sport estremi come testimoniato da Dave Mirra's BMX 2, ma le acrobazie con la bici in questo caso emozionano poco; Tony Hawk's Pro Skater 2X, invece, non tradisce le attese e si pone come la versione più “pompata” della seconda uscita dello skateboarder. Meno estremo ma ben fatto è Amped, snowboard game a cui la Microsoft non poteva proprio rinunciare visto che ne spuntano altrove come funghi, ma è carino anche Transworld Surf della Rockstar, che riesce a catturare bene lo spirito del cavalcare le onde. Project Gotham Racing e Mad Dash Racing sono due titoli di corse estremamente differenti: il primo ci chiede di vincere gare ed accumulare punti tramite azioni spettacolari, molto bello e molto apprezzato dal pubblico, mentre il secondo prende alcuni personaggi di fantasy della Crystal Dinamics e li mette a correre a piedi su scenari balori ma senza impressionare. Air Force Delta Storm è un timido tentativo della Konami di impensierire Ace Combat, ma pur non essendo male sul fronte della giocabilità, risulta piuttosto inconsistente in tutto il resto. Poca gloria anche per Cel Damage, con cui la EA cerca di far soldi facendo leva sulla grafica in cel-shading, ancora una novità all'epoca, ma come gameplay c'è quasi da piangere. Shrek è un pessimo tie-in di uno splendido film, pubblicato da una TDK che si ritirerà presto dal mercato, è un platform carino graficamente ma noioso come pochi. Il peggiore del mese è però Kabuki Warriors, dove sul palco del noto spettacolo nipponico dobbiamo picchiarci con altri strani figuri in un festival di brutta grafica e pessimi combattimenti, per non parlare delle ridicole urla nei menu.

Dedichiamoci infine alla Nintendo, che presenta la console casalinga che le darà meno soddisfazioni: il Gamecube. Non c'è Mario al lancio, sostituito da Luigi's Mansion, parodia del survival horror molto ben fatta ma troppo poco longeva, seppure il problema principale fosse la sua incapacità di creare attenzione mediatica. A portare una vagonata di soldi c'è però Super Smash Bros. Melee in cui tutti i principali protagonisti dei brand Nintendo se le danno di santa ragione in livelli di grande immaginazione in cui per vincere c'è bisogno di scagliare gli avversari fuori dallo schermo nel gioco che sarà il best-seller assoluto per la console. Quello che però si becca la migliore media voto è Rogue Squadron II della Lucasarts, titolo dal reparto audiovisivo impressionante e dalle missioni coinvolgentissime, soprattutto per i grandi appassionati di Guerre Stellari. Il ritorno di Wave Race con Blue Storm è meno clamoroso, nonostante il titolo abbia tanta qualità, ma il modello di guida è piuttosto complesso e la grafica non più notevole come sul Nintendo 64. Per gli appassionati di skate c'è il bellissimo Tony Hawk's Pro Skater 3, ottimo prodotto come sempre ma comincia già a somigliarsi troppo ad ogni uscita, mentre una novità assoluta per i sistemi casalinghi è Super Monkey Ball, in cui dobbiamo far raggiungere il traguardo a scimmiette intrappolate in palline in un gameplay ispirato a Marble Madness, ma è molto interessante notare come sia targato Sega, un segno che la Dreamcast non era nemmeno più nei pensieri del suo produttore, come dimostrato anche dalla conversione dell'amato Crazy Taxi.

A questo punto rimane solo il GameBoy Advance, che sarà l'ancora di salvezza per la Nintendo negli anni a venire. Jackie Chan Adventures è un picchiaduro a scorrimento abbastanza divertente, ma senza esagerare, alla pari di WWF Road to Wrestlemania che però ci fa rimanere confinati al solito ring. Lady Sia è un interessante platform hack'n slash, anche se qualche difettuccio ce l'ha, ma è un'apprezzabile tributo ai retrogiocatori. Super Street Fighter 2 Turbo Revival è un adattamento al piccolo schermo del picchiaduro Capcom, forse non molto adatto agli hardcore gamers. Come conversione è sicuramente migliore quella di Doom che conserva tutte le belle cose dell'originale per DOS aggiungendoci un multiplayer per quattro giocatori con una sola cartuccia. Golden Sun è addirittura uno dei JRPG più belli mai visti per una console portatile, longevo, con una storia appassionante e splendide musiche. La Konami porta anche Gradius con l'episodio Advance, che ha un sonoro a tratti insopportabile ma per fortuna anche tanto gameplay old-style. Controverso il debutto di Spyro sul GBA con Season of Ice a causa di controlli un po' scomodi ed un'impostazione isometrica che sembra a tratti un po' forzata. Super Bust-A-Move non ha alcun bisogno di presentazioni se non per precisare ai meno informati che si tratta sempre di Puzzle Bobble, Chiudiamo con due FPS di qualità diametralmente opposta, dato che Backtrack della Telegames è un osceno titolo in linea più a Wolfenstein 3D che Doom, mentre Ecks vs Sever sfrutta degnamente la piattaforma, offrendo anche buone missioni ed un divertimento molto superiore rispetto a quello della pellicola da cui si ispira (il film Ballistic).

E qui di seguito il video della rubrica!


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